Intervista a Francesca Santucci

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Il suo libro

Donne di Caravaggio

Saggio

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25/05/2015

Studiosa dell’antico e del femminile (che da anni divulga sul suo sito dedicato alla letteratura al femminile), Francesca Santucci ha pubblicato saggi, poesie, racconti, fiabe, fiabe illustrate e articoli giornalistici. Suoi articoli sono stati pubblicati sulla rivista 'Il notiziario per i soci italiani della Brontë Society' e nel 2012 ha vinto per la sezione racconti la I edizione del Premio Letterario De Leo- Brontë dedicato alle leggendarie sorelle inglesi. Una sua fiaba è stata musicata dal cantautore Pino Barillà ed un suo testo è stato scelto per accompagnare il pannello del perdono nel museo dedicato alla Beata Pierina Morosini, Fiobbio di Albino (Bg). Ha partecipato con tre saggi al 1° e al 2° Raduno dedicato a Caravaggio dal comune di Caravaggio. Per la Casa Editrice Kimerik ha pubblicato tre raccolte di saggi: “Messaggi dall’antichità” (2005), “Suggestioni e meraviglie” (2009) e “Che quanto piace al mondo è breve sogno” (2011). È presente anche in tre antologie edite da Kimerik: “Sensazioni d'autore” (2006) , “Poeti italiani 2014”, “Amore e psiche” (2014).

Oggi incontriamo Francesca Santucci, autrice del libro 'Donne di Caravaggio'.

Ci vuole dire perché questo titolo?
Da anni il mio interesse è quello di divulgare il femminile nella letteratura, nell’arte, nella storia, ancora soverchiato dal maschile (nonostante le apparenze sembrino indicare il contrario). Non a caso ho all’attivo diverse pubblicazioni dedicate a donne che, variamente, sono state attive (poetesse, scrittrici, pittrici, scultrici, etc…) e, dal 2001, il sito www.letteraturaalfemminile.it.
Ho intitolato il libro “Donne di Caravaggio“ perché di Caravaggio (del quale, profondamente affascinata dalle sue opere, pure mi sono già occupata in altre pubblicazioni) ho voluto illustrare esclusivamente le opere in cui centrale è il personaggio femminile (la zingara, la, Maddalena, Santa Caterina d’Alessandria, Medusa, Giuditta la Madonna, santa Lucia, Salomè, sant’Orsola). Un modo, dunque, per continuare a parlare di donne attraverso i capolavori del grande genio lombardo.
La sua passione, il suo bisogno di esprimersi con la scrittura, da dove nasce?
Ho cominciato a scrivere da bambina, da quei primi timidi approcci non ho mai smesso, nemmeno nei momenti di crisi. Scrivere per me è, insieme, emozione, espressione di emozioni e studio ragionato. Scrivere è vivere.
Da dove trae ispirazione?
Sono talmenta attenta a quanto mi circonda e a quanto “sento“ che può ispirarmi qualunque cosa, un doloroso accadimento, personale o a me estraneo, una gioia inaspettata, un ricordo, un’inaspettata tempesta di vento, la prima fioritura di un tiglio in primavera, l’emozione che mi procurano un quadro di Caravaggio o l’esaltazione per le vicende di un grande personaggio del passato, soprattutto femminile (ma non solo), come Emily Brontë, che tante poesie e racconti mi ha ispirato. Ovviamente quando scrivo un saggio l’emozione è sostenuta dalla riflessione e dallo studio, niente fantasie, tutt’al più ipotesi.
Quando ha incominciato a scrivere 'Donne di Caravaggio' e quanto tempo ha impiegato per concluderlo?
Per scriverlo ho impiegato quattro anni, ma, per raccogliere le idee e il materiale, studiare, ricercare, confrontare, riflettere sull’autore e sulle opere, probabilmente il doppio. È stato un lavoro difficile, impegnativo, ma estremamente appassionante e, intanto che studiavo e scrivevo, ho avuto il piacere di partecipare con alcuni miei saggi alla I e alla II Edizione del raduno “Bentornato Caravaggio“ (nel 2012 e nel 2013), organizzato e curato dalla compagnia teatrale Decima Musa Caravaggio nel paese di Caravaggio (Bg) per ricordare, attraverso le più svariate forme artistiche, il grande Michelangelo Merisi. Sul mio sito personale ci sono moltissime foto dello splendido evento. Per chi avesse voglia di curiosare, qui:
http://www.francescasantucci.it/bentornatocaravaggio.htm http://www.francescasantucci.it/bentornatocaravaggio2013.htm
Tra i suoi progetti c’è anche quello di proseguire la sua carriera di autrice?
Sicuramente, non riuscirei a pensare a me stessa senza la scrittura. Scrivo e pubblico da anni, e sono già al lavoro per una prossima pubblicazione, che sarà esclusivamente al femminile.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autrice, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Il mio mondo privato è un mondo semplice, tranquillo, diviso fra la casa, gli affetti familiari (gatti e canarino compresi!) e, naturalmente, la scrittura, punto fermo, d’equilibrio, nella mia vita.
Come esprime la sua creatività? Concentra la sua creatività nella scrittura o usa altre forme espressive?
Soprattutto nella scrittura, ma non solo saggi, anche poesie, racconti, fiabe, fiabe illustrate da me, articoli, recensioni, però mi piace anche divertirmi realizzando composizioni digitali e “giocare“ con i colori, in particolare con gli acquarelli, ma sono lavori modesti perché, per dirla con Cassiodoro, “Quod in iuventute non discitur, in matura aetate nescitur“ ( “Ciò che non s’impara in gioventù in vecchiaia non lo si sa“), un modo, comunque, per rilassarmi. Tra l’altro, di recente ho scoperto una novità che sta spopolando in Inghilterra, Stati Uniti, Francia e Spagna, i “colouring- books“, dei libri per adulti da colorare. Ci sono disegni bellissimi, fiori, farfalle, decori, motivi geometrici, giapponesi, liberty, celtici, e non bisogna essere artisti per colorarli. Si sviluppa la concentrazione e si combatte lo stress in modo oserei definire gioioso, oltre che giocoso. Io li vedo come una sorta di diario personale, dove alla penna si sostituisce la matita o il pennarello. Per colorare uso le matite acquarellabili e poi, in un secondo momento, sfumo con l’acqua. Sono entusiasta, mi prende come un delirio fra i colori, è come muovermi in un mondo incantato…e mi pare di ritornare bambina.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Inevitabilmente la vita reca reca in sè il dolore e la gioia (l’ombra“ e la “luce“, per ritornare a Caravaggio), l’importante, però, è non lasciarsi mai abbattere dal momento buio, dunque ben mi ritrovo nella dolorosa consapevolezza di Virginia Wolf e nel pensiero “eroico“ di Friedrich Nietzsche:
“La bellezza del mondo, che così presto dovrà soccombere, ha due tagli, uno di gioia, l'altro d'angoscia, che ci dividono il cuore”.(Virginia Woolf)
“Quel che non mi uccide mi rende più forte“. (Friedrich Nietzsche)
Cosa le piace?
La verità della Natura: non inganna mai!
Cosa non le piace?
Tante cose non mi piacciono. Degli altri l’ignoranza, l’egoismo, la falsità, l’arroganza, l’improvvisazione; dei nostri tempi soprattutto la volgarità; di me stessa la tendenza ad evadere nell‘ideale e ad essere poco ancorata alla realtà, che è caratteriale, ma dipende anche dal mio chinare troppo la testa sui libri! Questo mi comporta spesso delusioni, d’altra parte, però, di fronte alla disarmonia del “vero“, cosa di più armonico del sogno?
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
In questi anni ho letto diversi libri molto belli, tanti relativi ai miei studi su Caravaggio, ad esempio mi è piaciuto molto il saggio di Graham Dixon 'Caravaggio. Vita sacra e profana', ma anche 'Anna Bolena' di Carolly Erikson, un’affascinante biografia romanzata, ma molto dettagliata, della seconda moglie di Enrico VIII, mandata a morte dal sovrano, dopo un processo farsa con false accuse montate ad arte, per sbarazzarsene perché non era riuscita a dargli l’erede maschio. Intanto, però, il maschio che il sovrano aveva avuto dalla terza moglie, Jane Seymour, Edoardo VI , morì appena sedicenne, e la femminuccia che Anna aveva avuto dal re, Elisabetta, divenne la più grande regina della storia inglese: una bella vendetta postuma per Anna Bolena!
Credo, comunque, che non sia importante soltanto leggere, ma anche rileggere perché, a distanza di tempo, con accresciute conoscenze, si possono cogliere nuovi aspetti di un argomento.
Nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Indubbiamente l’Amore, per i miei cari, per i miei gatti, per il mio canarino, per i miei fiori, per la Natura, per gli altri in generale, l’Amore che sprona e migliora…soprattutto l’Amore per mia madre che, anche se è partita per un viaggio dal quale non tornerà mai più, la sua presenza nella mia vita forte persiste. Lei era orgogliosa di me, della mia scrittura, e ogni volta che scrivo anche un solo verso, un solo rigo, una sola pagina, mi piace pensare che, da qualche parte, in qualche modo, mi guarda e approva.