Intervista a Valentino Lorenzetti

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Il suo libro

Uno sguardo verso il mare

Diari e Memorie

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09/06/2015

Valentino Lorenzetti è nato a Castelfidardo, il 22 giugno 1949. Sin da giovanissimo mostra un interesse particolare per la musica. Divenne un appassionato interprete della fisarmonica, tipico prodotto dell’ingegno castellano. Tale grande passione lo ha portato a esibirsi in giro per il mondo, ma non gli ha impedito di seguire i normali studi tanto da conseguire nel 1974 la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna. Oggi Valentino ricopre il ruolo di responsabile di Chirurgia nell’Ospedale “SS. Benvenuto e Rocco” di Osimo. Uno sguardo verso il mare è il suo primo lavoro letterario, nel quale ripercorre alcune tappe significative della propria vita. La fisarmonica ha un’importanza fondamentale nell’evoluzione del racconto. Conoscenze, viaggi, incontri avvengono grazie all’amore per questo strumento e per la musica. La laurea stessa viene messa in discussione per seguire il sogno di una vita d’artista. Alla fine prevarranno il buon senso e la forza di quei valori in cui l’Autore non ha mai smesso di credere.

Oggi incontriamo Lorenzetti Valentino, autore del libro 'Uno sguardo verso il mare'.

Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?
I ricordi per un uomo rappresentano una ricchezza inestimabile. Perderli sarebbe come cancellare le orme della propria esistenza. 
- Scrivici un libro! - mi ripeteva mia moglie quando li ascoltava.
Le ho dato retta e quasi per gioco ho iniziato.
' Andare indietro e fermarsi ad ascoltare le voci del passato è come tornare bambini e ritrovare la sintonia col mondo'.
La magia era compiuta.
Ci vuole dire perché questo titolo?
Il mare è un elemento fondamentale della mia vita. Mi piace ammirarlo nella sua calma, nei suoi colori, specie di mattino presto, al sorgere del sole nella quiete in assenza della gente. Amo la spiaggia delle “Due sorelle”, una piccola baia quasi nascosta dentro il rilievo del Monte Conero. La linea dell’orizzonte è il punto dove si fissa lo sguardo. In quella pace surreale, rotta dal garrire delle rondini e dall’infrangersi dell’acqua sulla riva, la memoria si ritrova con il tempo.
Quanto tempo ha impiegato per concluderlo?
Il racconto dell’infanzia si è srotolato con un ritmo sorprendente. Con la stessa naturalezza ho ripercorso gli anni della gioventù sino agli inizi dell’Università. Qui mi sono fermato e ho riposto il lavoro nel cassetto. – Ci rimarrà per sempre ! – pensavo. Dopo qualche anno mi è venuto il desiderio di andarlo a rileggere e confesso, ho concluso che in fondo non era poi tanto male. Per avere una conferma a questa impressione, visto che nessuno sapeva del mio “segreto, l’unica persona a cui potevo chiedere un parere spassionato era mia moglie. – E’ una chicca!- fu la risposta – adesso devi finirlo.
Tra i suoi progetti c’è anche quello di proseguire la sua carriera di autore?
Mi piace scrivere. Mi piace gustare il sapore delle parole, provare il loro potere suggestivo, il loro suono, il loro contenuto musicale. Mi piace ritornare sulle frasi e sentirne la cadenza. Mi piace godere delle emozioni che di volta in volta si propongono nel progredire  della narrazione. Mi piace racchiudere dentro la pagina la bellezza del sentire.
Se questo significa continuare l'esperienza di autore, la risposta è ovvia.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono il responsabile del reparto di Chirurgia dell'Ospedale 'SS. Benvenuto e Rocco' di Osimo. Ricopro la carica di consigliere comunale presso il Comune di Castelfidardo dove abito. Sono felicemente sposato con Daniela, che fa l'insegnante di scuola primaria. Abbiamo due figli, Marco e Paolo, entrambi stabilmente impiegati, in un'azienda tedesca il primo e in una ditta locale l'altro. Amo molto la mia professione nella quale metto tutto il mio impegno e tutta la mia passione. Credo di avere un rapporto molto bello con i miei pazienti. Ho capito in tanti anni di  attività che non bastano le cure per guarire un individuo ma servono anche la vicinanza, l'umanità, una parola di conforto. Mi chiamano Dott. 'sorriso' perché quando entro nelle camere non tengo mai un'espressione cupa. La gran parte dei pazienti cerca il Dott. Valentino non il Dott. Lorenzetti. Sono il loro amico e questo rende meno opprimente la loro sofferenza. Nonostante trascorra tante ore dentro l'Ospedale, non mancano i momenti di dedizione alla mia famiglia. Il più gratificante è il mattino. Con mia moglie ci alziamo presto e insieme prepariamo la colazione. Mentre spreme le arance, lei mi parla di tutto ciò che succede a scuola. Io, alla macchina del caffè, alle prese con i cappuccini, le confido i miei dubbi, le mie paure, le mie stanchezze. Capita pure di parlare di calcio. E allora, uno Juventino contro una interista, non se le mandano a dire.
Non c'è per noi modo migliore di iniziare un nuovo giorno!
Come esprime la sua creatività? Concentra la sua creatività nella scrittura o usa altre forme espressive?
Se non avessi preso la laurea in medicina e chirurgia, avrei sicuramente scelto di fare il musicista. La fisarmonica è ancora oggi la mia grande amica. Mentre da giovane però avevo tanto tempo da dedicarle, oggi gli spazi si sono ridotti. E quando la ritrovo, è solo per prepararmi ad esibizioni in eventi significativi che scelgo con particolare selezione. La creatività è più che altro interpretazione di brani che ho arrangiato nel passato e che tanta applicazione e impegno hanno richiesto.
Suonandoli riesco ancora a ritrovarmi in quella dimensione che di sicuro ha molte analogie con il gusto della scrittura.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
' Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore '
A. Einstein
Cosa le piace?
Assaporare il gusto delle piccole cose.
Cosa non le piace?
'La prostituzione intellettuale'
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
' La fine è il mio inizio' di Tiziano Terzani.
Nella sua vita cosa reputa fondamentale
Guardarmi allo specchio con la consapevolezza di aver dato il meglio di me stesso in ogni circostanza.