Intervista a Carlo Buono

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Il suo libro

Il Mistero del Bosco

Narrativa

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01/12/2015

Carlo Buono è nato il 4 dicembre del 1952 a Marsico Nuovo, in provincia di Potenza, in Basilicata. Nel 1957 si è trasferito a Roma dove vive e lavora come impiegato. È sposato e ha due figli. Da sempre appassionato di letteratura e di cinema, è stato allievo di Ugo Pirro, di Vanzina e di Felisatti in un corso per sceneggiatori. Ha poi frequentato la Scuola per programmisti registi presso la “Domus Mariae”, gestita dalle Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma.

Oggi incontriamo Carlo Buono, autore del libro 'Il Mistero del Bosco'.

Qual‘ è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?
Faccio una premessa: io non sono un saggista, bensì un narratore e quindi un inventore di storie e almeno spero, un comunicatore di emozioni. Per arrivare a spiegare il perché di questo romanzo devo però partire da notizie reali.
E‘ ormai noto a tutti che il sottosuolo della Basilicata, Regione che mi ha dato i natali, sia ricco di petrolio, e nella Val d’Agri in special modo, nei pressi di Viggiano, paese già conosciuto per il santuario della Madonna nera, fu installato una quindicina di anni fa, anno più anno meno, un Centro Oli da dove si estraggono il 70,6 per cento del petrolio e il 14 per cento del gas italiani.
Viggiano infatti è oggi la capitale del petrolio italiano. Nel suo comune ricadono venti dei 27 pozzi della val d’Agri, nonché il Centro Oli dove il gas viene separato dalla parte liquida (come pure lo zolfo), compresso e immesso nella rete distributiva della Snam. Il greggio, stabilizzato e stoccato, è invece spedito a Taranto, attraverso un oleodotto lungo 136 chilometri, da dove prende soprattutto la via dell‘estero.
Cio‘ fa sì che questo abbia portato ricchezza al comune interessato ma purtroppo anche danni all'ambiente e di conseguenza alla popolazione.
Scrive Enzo Aliegro, docente di Antropologia all'Università Federico II di Napoli : << La petrolizzazione ha danneggiato il territorio non solo sul piano ambientale e paesaggistico ma pure su quello sanitario e dell’identità. Fino a ieri per i lucani la terra era un elemento di identificazione culturale e sociale. Nessuno dubitava dell’acqua e della salubrità dei prodotti locali. Ora invece pensano che la natura, fonte di vita, si sia trasformata in rischio di morte.>>
Qualcuno ha denunciato morie di animali da pascolo senza motivi spiegabili, altri l’avvelenamento dei terreni con conseguente malattie per i vitigni, ma quello che più di tutti sembra essere grave è che l’organizzazione ambientalistica lucana ha denunciato la presenza di ben 21 metalli pesanti nelle acque del lago Pertusillo, invaso d’acqua formato dalla diga di Spinoso che convoglia le acque del fiume Agri verso l’Acquedotto Pugliese, con concentrazioni di idrocarburi superiori ai limiti del 70 per cento nei campioni mandati ad analizzare, specie in coincidenza con la foce del fiume Agri che attraversa le terre del petrolio-

La voglia di parlare di miei ricordi, delle mie radici che da tempo cullavo in me come come anche la voglia di dichiarare forte l’orgoglio di essere lucano e italiano (oggi forse troppo sopita in molti) ha trovato spunto proprio nel vedere le trivelle per il petrolio posizionate sulla montagna, tra i boschi, fino a 1400 metri di altitudine, poste in quei luoghi incontaminati, da me sempre considerati ultimi paradisi naturali da rispettare e da venerare, ricchi di sorgenti d’acqua dove spesso ci si fermava a dissetarsi, che oggi invece recano scritte tipo 'acqua non controllata', messe lì dal comune nell'impossibilità di monitorare costantemente le sorgenti. Di conseguenza ho voluto attraverso questo romanzo, che narra di un giornalista che tornato dopo tanti anni al paese natale per riposarsi, si ritrova invece a dover indagare sulla morte di tre persone uccise a colpi di freccia nei pressi di un bosco dove, come narra la leggenda, furono uccisi secoli addietro, un principe normanno e i suoi scherani da una creatura misteriosa per aver violato la sacralità del luogo, avendo questi violentato e causato la morte di una giovane e del suo promesso sposo.
Ci vuole dire perché questo titolo?
Il libro ha un titolo e un sottotitolo Il Mistero del bosco – Il Ritorno del Centauro.
Il Mistero è in realtà ricongiungibile a due possibili spiegazioni: una all'impossibilità iniziale di fornire un motivo plausibile all'uccisione dei tre tecnici che stavano lavorando in quel luogo e quindi è definibile un episodio avvolto nel mistero; la seconda (che rimane sempre un mistero): come mai le vittime sono state uccise proprio in quel modo?
E una parziale spiegazione la da il sottotitolo Il Ritorno del Centauro.
Secondo la mitologia, (e qui già possiamo comprendere quanto grande fosse il rispetto che i greci avevano per la natura) il sommo Giove aveva messo a guardia dei boschi il Centauro, una creatura che aveva il corpo per metà uomo e metà cavallo, armato di arco e frecce (una effige si può ritrovare nel segno del Sagittario) che aveva il compito di punire chiunque avesse violato in qualunque modo la sicurezza e i segreti vitali della madre terra…ma lasciamo al lettore la possibilità di aggiungere altre similitudini e di comprendere attraverso la lettura a che cosa e a chi mi riferisco con l‘ uccisione della vergine promessa.
Quanto tempo ha impiegato per concluderlo?
Qualche mese, ma solo perché a volte ho scritto per ore consecutivamente e altre volte sono stato in attesa dell’estro creativo per settimane.
Tra i suoi progetti c’è anche quello di proseguire la sua carriera di autore?
Sì. Ho pronto già un secondo romanzo che narra di un secondo episodio collegato alle gesta del personaggio protagonista del primo, che penso di pubblicare subito dopo questo, e ne sto scrivendo un altro. Ho in mente di pubblicare una trilogia (mi piacerebbe poter fare come Camilleri con Montalbano perché credo di aver trovato il modo di scrivere per fornire distensione attraverso la lettura in generale, di divertire il lettore, comunicare emozioni e fornire anche qualche pillola di riflessione. Ho comunque anche altri racconti e soggetti che avrei voluto proporre a qualche regista e che appena avrò più tempo mi dedicherò a fare.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Il mio mondo privato

Sono impiegato presso un ente del Vicariato di Roma. Ho conseguito la maturità scientifica nel 71, mi sono poi iscritto a Giurisprudenza ma non ho concluso gli studi in seguito alla morte di mio padre perché essendo terzo di sei figli ho dovuto trovare presto un’occupazione. Già da allora ero appassionato di cinema e frequentai un corso per sceneggiatori tenuto da Ugo Pirro, Vanzina e Felisatti verso la fine anni 70. Successivamente, mentre già lavoravo, presi parte ad un corso per programmisti registi che l’allora Centro delle Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma teneva per poi destinare i tirocinanti alla Rai di Torino dove si sarebbero occupati di programmi per la Ty dei ragazzi. Io che già lavoravo feci il corso solo perché, non avendo potuto fare cinema, volevo comunque conoscere tutti i mezzi possibili legati alla comunicazione. Successivamente, sempre nell'ambito del lavoro, ho frequentato un corso di Paleografia, Diplomatica e Archivistica presso la Scuola Vaticana, e pur svolgendo un lavoro del tutto diverso da quelle che sono le mie attitudini e aspirazioni, non ho mai smesso di cullare l’idea di riprendere a scrivere. Amo la Poesia, la Musica, la Letteratura, la Pittura: tutte quelle arti che esprimono sentimenti, che celebrano la bellezza e che trasmettono emozioni e, in ultimo amo il Cinema, che se è fatto bene, può riassumere ogni tipo di Arte.
Come esprime la sua creatività? Concentra la sua creatività nella scrittura o usa altre forme espressive?
Ho scritto anche delle poesie in passato e ogni tanto mi cimento con poesie in romanesco, regalandole a colleghi che vanno in pensione o ad altri che compiono gli anni. Considero la poesia una carezza per le corde del cuore e che sgorga in particolari stati d‘animo ma non amo il manierismo attuale e le mode dove si usano termini volutamente surreali o parole a caso che costringono chi legge a farsi vere e proprie elucubrazioni mentali (per non chiamarle masturbazioni). Mi piace infine scrivere anche cose comiche e amo la commedia all'italiana d’autore.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Non volere per gli altri quello che non vuoi per te. Credo che sia un monito universale e alla base del vivere sociale. Cerco di farlo trasparire anche attraverso quello che scrivo.
Cosa le piace?
Oltre scrivere, mi piace suonare, ma non avendo una gran voce ho sempre usato la musica come puro fatto ricreativo e mi diverto con le tastiere. Da giovane (ma ancor oggi) ho avuto anche una grande passione per il teatro e il cinema. Ho sempre cercato di capire cosa volesse esprimere il regista nel realizzare questa o quell'opera. Avrei voluto fare proprio questo nella vita: scrivere e dirigere un film. Se ci si fa caso, il mio racconto ha una struttura che segue molto i tempi e i momenti filmici di una sceneggiatura. In altre parole nel libro la scaletta per una sceneggiatura è scritta, resterebbero da stabilire le inquadrature e i movimenti di macchina.
Dimenticavo: mi piace giocare a scacchi, cosa che faccio spesso on line, non avendo il tempo di andare per i circoli.
Cosa non le piace?
Non mi piace la malafede, l’arroganza e l’inganno. Non mi piace chi si approfitta dei poveri, non mi piace chi ritiene una persona buona un debole, chi giudica sommariamente e chi si sente migliore di altri senza prima guardarsi dentro.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Devo dire che per scelta personale, quando scrivo non leggo mai molto per non dover poi sentirmi condizionato o fuorviato nel realizzare quello che ho in mente. Ultimamente leggevo testi di autori completamente diversi tra loro e per il tipo degli argomenti trattati: Umberto Eco con la sua Vertigine della Lista e Saviano con Zero Zero Zero, ma non chiedetemi poi quale sia il migliore che abbia letto negli ultimi tre anni perché non saprei rispondere. Io considero eccelsi comunque solo i grandi classici del passato.
Nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Il sorriso della gente che sei riuscito a far star meglio, dai tuoi cari fino all’ultimo degli estranei.