Intervista a Marco Cazzella

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Il suo libro

Il Guardiano dell'Inferno

Fantasy

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18/04/2016

Marco Cazzella nasce a Lecce il 29 settembre del 1981. Ama scrivere fin da quando era piccolo. È appassionato di fantasy, epica e mitologia.

Oggi incontriamo Marco Cazzella, autore del libro 'Il Guardiano dell'Inferno'.

Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?
In una giornata di maggio dei primi anni duemila stavo guardando il primo episodio di un nuovo cartone animato. Siccome non mi stava piacendo e mi stava annoiando e dato che avevo da poco finito un episodio di una mia saga di videogiochi preferita stavo immaginando il nuovo della serie e così nacquero i primi bozzetti di questo libro.
Ci vuole dire perché questo titolo?
il titolo della saga è stato scelto perché questo racconto suddiviso in quattro volumi narra le avventure di un giovane che durante i suoi quattro viaggi deve scoprire, comprendere, accettare e adempiere al volere che il destino gli ha imposto; ovvero quello di essere il Guardiano dell'Inferno. Mentre il nome del volume è stato scelto perché seppure è un fantasy rimane un giallo nel corso del quale il protagonista tramite i racconti di coloro che incontrerà dovrà scoprire se Plutone è stato un salvatore, o un distruttore.
Quanto tempo ha impiegato per concluderlo?
ho impiegato la bellezza di due anni e dieci mesi.
Tra i suoi progetti c’è anche quello di proseguire la sua carriera di autore?

Certo!
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa?
Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Io sono un ipovedente come tanti che ama inventare storie e condividerle con il mondo. Trascorro le mie giornate andando al cinema di quando in quando con i miei due fratelli Salvatore e Daniele. Oltre a ciò coltivo diversi hobby che sono: ascoltare e cantare le canzoni di fine anni '60 e di inizio degli anni '90 sia italiane che straniere e le sigle animate. Guardare cartoni animati giapponesi degli anni '80. Giocare ai videogiochi di svariati generi anche se con la mia menomazione visiva non è affatto facile e il più delle volte sono costretto a chiedere aiuto a mio fratello Daniele per farmi indicare quello che vi è riportato sullo schermo e mangiare.
Come esprime la sua creatività? Concentra la sua creatività nella scrittura o usa altre forme espressive?

La esprimo mediante solo la scrittura anche se in tutta onestà ho sempre sognato di incontrare qualcuno che come me amasse il fantasy per realizzare un fumetto, una graphic novel, o un fotoromanzo.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Vi sono due detti e una citazione che esprimono al meglio la mia essenza e sono: 'Non bisogna mai giudicare un libro da una copertina' perché io in apparenza posso sembrare quella persona che non vorresti mai conoscere, ma se poi mi si da l'occasione si scopre che in realtà sono uno di quelli che desideresti incontrare. 'Se la vita ti da dei limoni fa la limonata!' Perché io sono nato senza alcuna capacità fisica, o intellettuale ma ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia immaginazione in 'Un'arma' capace di creare infiniti mondi. 'Le persone ragionevoli si adattano al mondo; mentre quelli irragionevoli fanno si che il mondo si adatti a loro e sono questi ultimi che poi realizzano le cose più incredibili'. Ora siccome l'ho ascoltata anni fa non la ricordo esattamente e quindi è altamente probabile che l'abbia parafrasata, ma mi rispecchia questa citazione perché riuscendo a 'Piegare' le regole a vantaggio della mia situazione sono riuscito a realizzare il sogno di tutta la mia vita e credo che non tutti possano dirlo.
Cosa le piace?

Mi piacciono i dolci e impazzisco per la pasta di mandorla, la crema chantille e il croccantino. I felini in particolar modo i gatti, le novità e le sorprese. La frutta secca specialmente le nocciole e gli arachidi. I duelli. La solitudine
Cosa non le piace?

Gli sport, il freddo, i luoghi all'aria aperta, la folla, il contatto fisico, i misantropi, e gli ipocriti.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?



Io leggo esclusivamente quello che gli amici mi inviano tramite e-mail col sintetizzatore di voce; tuttavia ho dei bellissimi ricordi di due libri che ho letto in braille moltissimi anni fa che sono: il Visconte Dimmezzato di Italo Calvino e l'Hamleto di William Shakespire.
Nella sua vita cosa reputa fondamentale?

L'educazione, il rispetto reciproco, la fede nei propri principi, sogni e ideali. Seguire sempre il proprio cuore anche se esso conduce allo sbaglio e ragionare con la propria testa. Restare sempre sé stessi anche quando per integrarsi sarebbe più facile conformarsi al modello che la società reputa giusto.