Intervista a Grazia La Gatta

L'Autore

Nessun dato inserito

Sei l'Autore?
Vuoi completare la scheda e inserire novità e completare il tuo curriculum letterario?
Clicca qui e aumenta la tua visibilità.

Il suo libro

Tè caldo

Narrativa

Acquista online

21/04/2016

Grazia La Gatta nasce nel 1951 da madre siciliana e padre piemontese, due bellissime regioni che ama profondamente. È moglie, madre e nonna. La sua famiglia è la sua vera grande forza. Ama l’arte in tutte le sue espressioni, in particolar modo scrivere poesie, racconti e fiabe per l’infanzia; ama il disegno, la pittura, lavorare all’uncinetto e il teatro (altro suo grande amore).
Oggi incontriamo Grazia La Gatta, autrice del libro 'Tè caldo'.

Ci vuole dire perché questo titolo?
Perché penso che la lettura di questi 64 racconti abbiano l’effetto di riscaldare l’anima come una buona tazza di tè caldo riscalda il corpo.
La sua passione, il suo bisogno di esprimersi con la scrittura, da dove nasce?
E’ una passione che ho sempre avuto ma che soltanto cinque anni fa ho liberato con il pubblicare poesie sul sito Scrivere e poi, finalmente, in cartaceo con il libro di poesie “Fili d’argento”, dopo un anno seguito da “NONNA GRAZIA RACCONTA” una raccolta di fiabe e, ora, “Tè caldo”. Lo scrivere è un bisogno giornaliero, sono felice quando scrivo. Il bisogno di esprimermi attraverso la scrittura nasce dall'amore che ho per i libri, ereditato dai mie genitori.
Da dove trae ispirazione?
Traggo ispirazione da tutto ciò che mi circonda; sono un’attenta osservatrice; amo viaggiare servendomi dei mezzi di trasporto pubblico: treno, autobus ecc. dove trovo la maggior parte dell’ispirazione.
Quando ha cominciato a scrivere 'Tè caldo' e quanto tempo ha impiegato per concluderlo?
Avevo iniziato a scrivere alcuni racconti poi accantonati ma, in seguito alla dipartita di due care amiche a distanza di cinque mesi una dall'altra e a un incidente che mi costrinse a rimanere, per circa due mesi, alla semi-immobilità, presi la decisione di scrivere “Tè caldo” e nel giro di tre mesi circa riuscii a concluderlo dopo averci lavorato per non più di due o tre ore al giorno.
Tra i suoi progetti c’è anche quello di proseguire la sua carriera di autrice?
Sì, intendo proseguire.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autrice, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Oltre a scrivere: leggo molto, amo disegnare, cucinare (inventando ricette), guardare qualche bel film e stare insieme alla mia famiglia, soprattutto, giocare con i miei nipoti.
Come esprime la sua creatività? Concentra la sua creatività nella scrittura o usa altre forme espressive?
Ora, maggiormente attraverso la scrittura; quando mi rimane del tempo libero amo lavorare all’uncinetto perché ha il potere di rilassarmi.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Una frase di Josemaria Escrivà che lessi tanti anni fa nel libro “CAMMINO”: “Perché arrabbiarti, se arrabbiandoti offendi Dio, molesti il prossimo, passi tu stesso un brutto quarto d’ora … e alla fine non ti resta che calmarti?” La trovo bellissima e molto vera, si addice a me, infatti io non mi arrabbio mai.
Cosa le piace?
Amo il silenzio, la correttezza e l’onestà. Tengo molto all'amicizia (ho la fortuna di avere tanti amici) e … amo ridere e le persone che hanno la capacità di far ridere il prossimo.
Cosa non le piace?
La maleducazione e il pessimismo.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Amo i libri, amici carissimi; leggo molto e di tutto, posso citare l’ultimo libro finito di leggere qualche giorno fa: “Riflettori su Marcolle” di Antonio Interlandi, un giallo condito con un po’ di umorismo.
Nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La fede in Dio e la famiglia.