Intervista a Mirko Valerio

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Il suo libro

Il prezzo del domani

Narrativa

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22/04/2016

Oggi incontriamo Mirko Valerio, autore del libro 'Il prezzo del domani'.
Buongiorno e grazie per questa opportunità.
Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?
Quando ero piccolo, mi appassionavano le storie che i miei nonni mi raccontavano sulla guerra, sui partigiani, su come avevano vissuto e affrontato quel periodo. Poi, crescendo, ho avuto modo di conoscere in maniera più approfondita quel periodo storico, tramite ricerche personali e soprattutto grazie agli studi universitari.
Ad un certo punto ho pensato che unendo con un po’ di fantasia tutte le storie che avevo sentito ne poteva uscire qualcosa di interessante. E così ho iniziato a buttare giù qualche riga, poi le righe sono diventate pagine e le pagine interi capitoli: è stata una cosa nata quasi per gioco ma che con l’andare del tempo mi ha catturato.
Ci vuole dire perché questo titolo?
Il periodo storico che fa da sfondo al romanzo non è stato sicuramente facile da vivere. E chiunque l’ha fatto ha dovuto pagare un prezzo, spesso davvero alto, con la speranza di un domani migliore.
Il prezzo a cui fa riferimento il titolo è l’insieme delle vite spezzate, dei dolori sopportati, delle difficoltà affrontate, mentre il domani degli uomini e delle donne di allora non è altro che il nostro presente.
Quanto tempo ha impiegato per concluderlo?
Quando scrivo, per poter farlo bene, ho bisogno di avere la mente libera e tempo a disposizione: posso scrivere per dieci minuti e poi perdere l’ispirazione come andare avanti per un giorno intero, quindi evito di cominciare in quelle giornate in cui ho altri impegni. Perciò adoro scrivere soprattutto d’estate. Questo libro è il frutto di due o tre estati di “lavoro”, intervallate da lunghi periodi di pausa in cui nella mia mente nascevano nuove idee che si fondevano con quelle già presenti, ma senza che si concretizzassero in pagine scritte.
Tra i suoi progetti c’è anche quello di proseguire la sua carriera di autore?
Ovviamente mi piacerebbe poterlo fare. Però molto dipenderà anche da come i lettori accoglieranno “Il prezzo del domani”. Alla fine è il lettore a certificare se è un buon libro o no.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Ho 36 anni, sono sposato con Valentina e abito a Montecchio Maggiore, una bella cittadina a pochi chilometri da Vicenza, che tra l’altro è stata fonte di ispirazione per ambientazione del mio libro.
Faccio con grosso piacere ed entusiasmo l’insegnante di italiano, storia e geografia in una scuola secondaria e devo dire che aiutare ai miei alunni a migliorare nella scrittura mi è stato utilissimo: spesso scrivo personalmente testi e racconti su cui lavoriamo insieme in classe e le loro osservazioni sono uno stimolo continuo.
Nel tempo libero, oltre alla scrittura, mi dedico all'altra mia grande passione: il calcio. Dopo molti anni come giocatore, ora faccio l’allenatore di una delle squadre del mio paese.
Come esprime la sua creatività? Concentra la sua creatività nella scrittura o usa altre forme espressive?
Viste le mie scarsissime potenzialità nel disegno o nel canto, mi concentro solo sulla scrittura. Ma ammiro chi sa esprimere la propria creatività e il proprio talento con forme diverse
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Non ricordo le parole esatte, ma più o meno suona così: “Nella vita non è forte chi non cade mai, ma chi dopo essere caduto ha sempre la capacità di rialzarsi”. E’ una frase che ho sentito in un film, ma non vi dico quale… tanto gli appassionati e i maschi della mia generazione lo riconosceranno di sicuro
Cosa le piace?
Il profumo del pane, guardare le onde del mare, giocare a calcio, un buon film o un libro interessante e un comodo divano.
Cosa non le piace?
Le giornate autunnali con il cielo grigio e la pioggia che scende. E poi le persone ipocrite o che vedono le cose solo dal loro punto di vista.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Così su due piedi direi “I pilastri della terra” di Ken Follett o “Il trionfo del sole” di Wilbur Smith.
Fuori classifica metto l’immortale “Il gabbiano Jonathan Livingston” che ho letto molti anni fa ma ogni tanto riprendo in mano.
Nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Avere vicino persone vere che sappiano emozionarti, sostenerti e accompagnarti in questo strano sentiero che è la vita. Io ho Valentina, i miei genitori, gli amici, i miei alunni e un dolcissimo cane… quindi penso di avere già tutto quello di cui posso aver bisogno.