Intervista a Emilio Bergonzi

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Il suo libro

Capo Verde

Narrativa

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29/04/2016

Emilio Bergonzi è nato sessantacinque anni fa a Como. Laureato in Medicina all’Università di Parma, è specializzato in Pediatria. Per quasi quarant’anni ha lavorato a Como, prima come pediatra ospedaliero, poi come pediatra convenzionato. Da circa dieci anni fa parte di un’associazione di medici pediatri, “CCWW, ChildCare WorldWide”. Ha partecipato alla prima missione nel 2007 nella Repubblica di Capo Verde, a Mindelo, sull’isola di Sao Vicente, dove è ambientato il romanzo. È attuale presidente della sezione lombarda di Pediatria per le emergenze. Iniziato quasi per gioco, Capo Verde è il suo primo romanzo.

Oggi incontriamo Emilio Bergonzi, autore del libro 'Capo Verde'.

Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?
Ho iniziato a scrivere per caso, una domenica che pioveva e non avevo altro da fare, partendo dall'idea che mi sarebbe piaciuto veramente cambiare tante cose nella mia vita, scappare via e ricominciare. Poi ho capito che dovevo pensare ad una trama coerente. Quando ero solo, a camminare in montagna, in barca o prima di dormire, cercavo di immaginare quel film che stavo scrivendo. E il giorno dopo lo buttavo sul computer.
Ci vuole dire perché questo titolo?
A Capo Verde sono stato nel 2007, proprio a Sao Vicente dove è ambientato il romanzo. per una missione umanitaria organizzata dalla mia associazione Pediatri di Famiglia Per i Bambini Del Mondo. L'isola mi era molto piaciuta, tanto che, tornato il Italia, ho rivisto le pagine che avevo scritto ambientandole sull'isola.
Una vita da ricominciare è appunto l'idea da cui è nato il libro: avevo voglia di piantare tutto e ricominciare tutto daccapo.
Quanto tempo ha impiegato per concluderlo?
Ho cominciato a scriverlo nel 2007 e l'ho terminato nel 2013. All'inizio scrivevo quando non avevo di meglio da fare. Durante gli ultimi mesi del 2013, invece, ho scritto le ultime settanta, ottanta pagine, in poco tempo,perche oramai la trama era tutta nella mia testa, ben definita, e avevo voglia di portare a termine questa gestazione che cominciava a pesare.
Per gli altri libri che sto scrivendo beh, i tempi sono stati molto più brevi, dell'ordine di alcuni mesi
Tra i suoi progetti c’è anche quello di proseguire la sua carriera di autore?
Direi di si.
Infatti ho già terminato un secondo libro, e altri due sono in lavorazione. Di questi uno è quasi terminato.
Quindi si, continuerò a scrivere, almeno finché avrò idee da raccontare.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono un medico pediatra. ho lavorato in ospedale e poi fuori come medico convenzionato, finché ho raggiunto l'età per andare in pensione. Ora mi occupo di interventi sanitari nel terzo mondo, con l'associazione onlus di pediatri di cui ho detto sopra (CCWWitalia.org) e presiedo il nucleo operativo lombardo dell'associazione onlus Pediatria per L'emergenza che in caso di catastrofi è impegnato a fornire le migliori cure specialistiche ai bambini delle popolazioni colpite.
Per quanto riguarda la mia vita privata: sono sposato, ho tre figli oramai grandi. Il secondo è sposato anch'egli e mi ha dato due splendidi nipotini, che occupano gran parte del tempo mio e di mia moglie
A loro cerco di insegnare a vivere all'aria aperta, a non avere paure inconsulte, ad amare l'attività fisica e lo sport, a rispettare ogni forma di vita e a pensare con il proprio cervello e non con quello della massa e dei mass media.
Passioni ne ho tante, forse troppe, a cui ora si assomma quella di scrivere. E purtroppo la giornata è rimasta di ventiquattro ore.
Da quando ero ragazzo ho sempre amato lo sport, - sci, nuoto, canottaggio, trekking, bicicletta - e la lettura. Ho letto e leggo di tutto, perché mi piace conoscere. Sono contento ogni volta che ho una risposta ad una domanda. Ho letto, per diletto decine di romanzi e, forse, da qui è nata la voglia di scriverli io. Mi piace la musica, che ascolto quasi sempre quando scrivo; e la fotografia, per cui scatto decine di foto che poi non riesco mai ad ordinare.
Non sono un goloso ma amo mangiare bene, così sfrutto le doti culinarie non indifferenti di mia moglie Stella. E con il buon cibo mi piacciono i buoni vini
Come esprime la sua creatività? Concentra la sua creatività nella scrittura o usa altre forme espressive?
Fondamentalmente mi piace inventarmi il mondo che vorrei, scrivendo. Ma anche rivedere quello reale sotto un'angolazione particolare, o nei dettagli più belli, mi stuzzica. E allora ecco che uso la macchina fotografica.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Sono due
Il primo: i diritti sono figli dei doveri
Il secondo: non è importante quanto è alta una vetta, ma è importante la strada che si fa per raggiungerla.
Cosa le piace?
La vita
Cosa non le piace?
L'egoismo, la cattiveria, e la violenza sui piccoli.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Shantaram. L'ho letto mentre ero in India per lavoro. e mi è sembrato di vivere proprio nell'ambiente e con le persone che il libro raccontava
Nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Tante cose mi hanno fatto crescere. Penso però che sia sempre stata fondamentale la ricerca delle risposte alle domande cui non sapevo rispondere. Non so molto, ma mi piace cercare di capire tutto. E vivere in armonia con il mondo e la natura.