Intervista a Michele Orione

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Il suo libro

Ho imparato a sognare

Narrativa

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07/07/2016

Michele 'Miky' Orione nasce a Voghera, città in provincia di Pavia, in una fresca mattina del settembre 1978. Dopo la laurea in Relazioni Pubbliche conseguita presso lo IULM di Milano, Michele trasforma l'amore per i viaggi in un lavoro, prima alle dipendenze di prestigiosi tour operator internazionali, successivamente dedicandosi alla promozione del suo territorio: l'Oltrepò Pavese. Nel frattempo la sua passione immensa per la pallavolo lo porta, quasi per gioco, a raccontare le intense emozioni vissute sia da tifoso che da addetto ai lavori. Collabora con la prestigiosa rivista online 'Pallavoliamo.it' e alcuni suoi pezzi trovano spazio su quotidiani nazionali. Nel 2009 un caro amico scrive di lui: Miky è la penna romantica del volley, appellativo che, a oggi, sempre più lettori condividono. Lui si definisce uno “scrivante” che usa come inchiostro le emozioni del racconto più bello: la vita quotidiana. Sognatore, utopistico e appassionato. Il suo claim? Con il cuore, sempre.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Michele Orione, autore del libro “Ho imparato a sognare”.
Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Nelle intenzioni la copertina e il titolo sono essenziali e diretti. Vorrebbero trasmettere l’efficacia di messaggi semplici comunicati con grande passione.
Il titolo deriva dalla convinzione che per vivere intensamente ogni istante sia fondamentale inseguire e provare a realizzare i propri sogni. Per farlo occorre imparare a sognare.
Quando e come nasce 'Ho imparato a sognare'?
Ho imparato a sognare nasce da un appassionante viaggio nello sport che dura da circa 15 anni fra obsoleti palazzetti di provincia e moderne strutture internazionali.
Nasce dalla passione autentica e viscerale per la pallavolo e soprattutto dall’ incontro con le sue protagoniste. Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere e talvolta intervistare giovani promesse e blasonate campionesse. Mi ha colpito ed emozionato che per quanto fra loro differenti tutte avessero in comune una storia simile a quella della protagonista del libro: un sogno inseguito con tenacia, passione , follia; maestri che hanno creduto in loro e le hanno aiutate, talvolta restando anonimi ai più, a diventare campionesse fuori e dentro il campo.
Ho vissuto per anni la trama di ho imparato a sognare, l’ho scritta nella mia mente e nel mio cuore molte volte poi un giorno ho copiato tutto dal “server pulsante” e l’ho incollato su carta…
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Una sera dello scorso gennaio nel rimettere a posto il disordine cronico dei miei appunti più svariati ho insperatamente ritrovato un foglio ingiallito su cui avevo abbozzato qualche frase del libro. In alto a sinistra avevo scritto in stampatello “il romanzetto che resterà nel cassetto…ma nel frattempo non smettere di sognare”.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Al romanzetto è dedicata una pagina facebook HO IMPARATO A SOGNARE BOOK
https://www.facebook.com/hoimparatoasognarebook/
e un blog HO IMPARATO A SOGNARE (IN BLOG) https://hoimparatoasognareblog.wordpress.com/ dove chi lo desira può trovare approfondimenti.
Ovviamente mi farebbe immensamente piacere ricevere i commenti e le critiche dei lettori.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
In realtà ne approfitto per rispondere ad una domanda che molti mi fanno: è una storia vera? Direi che il libro racconta di molte storie vere e vissute. Credo che ci sia una Nanà, un Paolo Strevi e un Tonino Zafferri in ogni palestrone della vita.
Cosa le piace?
Onestà, correttezza, lealtà, tenacia. Amo le persone autentiche, quelle che non hanno bisogno di apparire per essere.
Cosa non le piace?
L’ ipocrisia e la falsità. Le detesto.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Sicuramente una trasposizione cinematografica. Avrei già individuato anche gli attori… ma per ora resta tutto nel cassetto.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il romanzo è dedicato ai giovani alla loro frizzante spavalderia, alla loro esuberanza, alla loro vitalità; ma vuole essere un monito per i più grandi, per chi ha il compito, oserei dire l’obbligo, di credere nella nuova generazione. Uno dei passaggi più intensi è il discorso del Presidente Strevi che sprona il vecchio custode a non smettere mai di credere nei ragazzi. Consapevole che per farlo ci vuole impegno, dedizione, follia ma le gioie, le soddisfazioni che loro sanno trasmettere sono immense: ” t’insegnano a sognare, e non importa l’età… si può sognare a qualsiasi età”.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Non c’è dubbio: “Con il cuore sempre”. Credo sia l’aforisma che meglio sintetizza il mio essere, le mie emozioni; al tempo stesso un invito e un augurio a tutti voi