Intervista a Onello Yards Ciccarelli

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Il suo libro

La pace come risultato della civiltà

Saggio

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16/08/2016

Onello Ciccarelli, detto Yards, primo di tre fratelli, nasce a Noteresco, in provincia di Teramo, nel 1938. È figlio di un “sedentario”, tale Wilson Ciccarelli, e di una nomade giostraia, Signora Modestina Cantarini.
Forse più per gioco che per necessità, perché porta il nome del nonno paterno, viene soprannominato Yards, e questo nomignolo gli resterà per sempre, tanto da usarlo come pseudonimo anche nell'arte. Questa, nel corso della sua esistenza, si è manifestata sia con compagnie di teatro itinerante, nel circo e nella pittura, sia nelle sue escursioni giornalistiche con varie testate locali, anche se è rimasto sempre essenzialmente un giostraio.
Autodidatta ma con metodo, approfondisce in modo quasi completo le scienze umanistiche, dalla letteratura, alla filosofia, alla teologia, alla politica. Essendo il primo, vero e solo scrittore zingaro che ha portato alle cronache i problemi di questo affascinante mondo nomade con il suo Vita di zingaro, edito dal MEF (L’autore Libri Firenze), percorre la storia e la filosofia di un popolo disgraziato.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Onello Ciccarelli, detto Yards, autore del libro “La pace come risultato della civiltà”.

Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
L’idea partì dalla mia professione di zingaro giostraio, quando mi accorsi che avevo una montagna di appunti sulle idee dei cittadini che mi esternavano le loro aspirazioni sulla voglia di giustizia della società, era il millenovecentonovanta.
Quando e come nasce 'La pace come risultato della civiltà'?
Nell'età giovanile del vent'anni ipotizzai il testo di una voglia di un libro scritto da me e gli diedi il titolo 'La pace nella civiltà', poi come detto diedi forma all'idea nel duemiladue e ebbe il titolo attuale, ma all'inizio dell’opera ebbi nel duemilacinque ebbi un ictus che mi bloccò metà del corpo ma salvò la mente, anni dopo grazie al p.c., con un solo dito della mano sinistra portai a termine il lavoro e trovai la Kimerik che si prese l’onere della pubblicazione veramente di pregio.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Mi trovate su Facebook al nome Ciccarelli Onello Yards.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Nel cassetto no, ma ho una raccolta di cinque racconti raccolti fra il mio lavoro di giostraio e le storie vere o inventate trovate in giro per l’Italia, il titolo è: 'I racconti del giostraio'.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Ho voglia di fare ma una carrozzella non è il modo migliore per farlo, qualcosa però fo: scrivo, leggo, dipingo e racconto ai miei nipoti il vecchio mondo antico che fu per me una forma di avventura piena di imprevisti sia da una giovinezza vissuta in modo splendido (giostre, circo, teatro e belle donne) e una vita vissuta con umiltà ma onorevole, grazie anche alla mia donna che sposai oltre cinquantadue anni fa e a tre splendidi figli.
Cosa le piace?
Di questo tempo direi nulla, ma mi piace pensare che può recuperare la dignità, per le mia vita mi piace tutto perfino i guai e le malattie (molte) che mi hanno fiaccato corpo, e mi piace la bellezza che ho trovato fra la gente di questa sfortunata, bellissima e indimenticabile Italia.
Cosa non le piace?
La boria di una politica incapace, l’arroganza delle persone maschi inutili e femmine che usano un linguaggio che fa pesare a una latrina.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La civiltà e mi spiego con un esempio: sfido chiunque a trovare sia nella mia famiglia che in giro per l’Italia una sola persona che può dire che io abbia ma dato un insulto o una parolaccia (e sono soltanto un povero zingaro). Solo l’onesta, l’esempio e la civiltà sono per me fondamentale.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Il Gesù di Nazaret.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Io non sono nessuno ma in me c’e il mondo.