Intervista a Margherita Cordima

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Il suo libro

Nonno Biagio racconta

Racconti

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28/11/2016

Margherita Cordima è nata, cresciuta e vive a Messina, dove esercita l’attività d’insegnante di scuola primaria. Ha sempre provato gusto a raccontare, soprattutto ai suoi alunni, le storie da lei inventate, che utilizza ancora oggi come valido strumento nell’attività didattica e ricreativa. La sua passione per la scrittura nasce dalla necessità di annotare questi racconti sulla carta, riportandoli un po’ alla rinfusa, in modo tale da non dimenticarli e poter continuare a dar loro voce. Da qui l’Autrice comincia il suo percorso nella scrittura, producendo man mano poesie e romanzi ancora inediti.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Margherita Cordima, autrice del libro 'Nonno Biagio racconta'.

Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
E’ nato dal desiderio di un nonno che mi coccolasse un po’. Il nonno paterno l’ho perso prima ancora di conoscerlo, ma l’ho amato attraverso i ricordi di mia madre. Con quello paterno purtroppo non si è mai stabilito il classico rapporto nonno-nipote.
Quando e come nasce 'Nonno Biagio racconta'?
I singoli racconti hanno origini remote. Si sono ammonticchiati uno sull’altro durante il mio percorso d’insegnante. La mattina inventavo e raccontavo, la sera per non perderli li trascrivevo. Ero costretta a farlo. In passato avevo fatto troppe figuracce con i ragazzi che mi chiedevano di riproporre storie di mesi prima, che purtroppo rammentavo sommariamente, e loro regolarmente mi riprendevano. Un bel giorno li ho ripresi tutti, giusto per diletto, o forse per nostalgia, e mentre li ricollocavo a uno a uno nel pensiero e nel tempo s’intrufolò la figura di questo nonno, che mi è sempre mancato.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
No, non c’è, e forse non avrei neppure pubblicato, non mi è mai passato per la mente. Sono state le sollecitazioni di chi, dopo aver letto il libro, le ha tentate tutte per convincermi a presentarlo a un editore. Io ho sempre scritto per il gusto di farlo, meglio ancora per soddisfare un bisogno interiore. La scrittura per me è stata, e continua a essere, un importante mezzo per sfogare i miei umori, le mie sensazioni, i miei stati d’animo, il mio desiderio di vedere le cose, a volte in modo diverso di quello che sono o che mi appaiono.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì, Twitter. Mi troverete come Margherita bing.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Mi sembra inevitabile. Piacerà “ Nonno Biagio “? Spero proprio di sì.

Cosa le piace?
Mi piace la gente buona, semplice, umile. Chi, con un semplice sorriso o uno sguardo gentile, ti dimostra quanto ti stima e ti vuole bene, senza chiedere nulla in cambio se non un po’ d’attenzione.
Cosa non le piace?
La rincorsa al potere, le sgomitate, l’opportunismo, l’invidia.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Beh, nonno Biagio ha delle caratteristiche che a volte lo fanno apparire un autentico lord inglese. Credo che, tutto sommato questi racconti potrebbero trovare una collocazione pure in questi paesi. Mi si chiede di scegliere tra la traduzione e la trasposizione cinematografica, non è facile. Anche un bel film a episodi o una fiction mi piacerebbe. Invece di chiamarlo nonno Libero lo chiameremo nonno Biagio. Non sarebbe male.
Non so proprio decidere. Fate voi, magari dopo aver letto il libro.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Lo vedo come un libro adatto a tutti. Le mie storie hanno commosso e fatto riflettere i miei alunni, i loro genitori, i nonni, gli amici intellettuali, quelli meno acculturati. Penso proprio che si adatti a tutti.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
La mia vita è stata un grande puzzle, con un infinito numero di tasselli. In ognuno di questi tasselli si trova un’emozione diversa, un valore diverso, un’esperienza diversa, ma anche tanta malinconia che colora ognuno di loro.