Intervista a Tiberio Madonna

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Il suo libro

Il libro rapitore

Narrativa

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09/01/2017

Durante il corso della sua formazione, Tiberio Madonna è affascinato dai giochi con le parole e dagli studi linguistici e grammaticali, e questo lo porta ad inventare una lingua artificiale, quando frequenta la scuola media. L’incontro con la musica e la sua creatività fanno sì che si cimenti anche con la composizione musicale, scrivendo alcune canzoncine.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Tiberio Madonna, autore del libro “Il libro rapitore”.


Cominciamo da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Questo è anche il titolo di uno dei racconti contenuti all’interno, che infatti dà il nome alla raccolta; proprio perché è ambivalente: vale sia per il contenuto del racconto, che narra appunto di un libro “rapitore” che cattura le persone e le tiene prigioniere in un mondo parallelo al suo interno, in conseguenza di un sortilegio magico, sia, dicevo, come titolo del libro, in questo caso non in senso letterale come per il racconto, ma ovviamente in senso metaforico, ossia riferendosi a un libro che “rapisce” i lettori, che cattura il loro interesse e la loro attenzione, o almeno questo è quello che spero: più che un’affermazione, è un augurio.

Quando e come nasce 'Il libro rapitore'?
Nasce quando decido di mettere insieme le varie storie che ho scritto, prima di scrivere quella di cui ho parlato. Pensando a un libro che le contenesse, volevo un titolo che si riferisse al libro stesso, oltre ad essere il titolo di una storia; che fosse appunto ambivalente, come ho detto prima. Allora mi venne in mente questo titolo, pensando contemporaneamente a una storia che potesse avere il rapimento da parte di un libro come vicenda principale, attorno alla quale costruire l’intera trama. A quel punto mi misi al lavoro per elaborare il racconto e arricchirlo di tutti i suoi particolari e risvolti, dandogli forma per sviluppare la storia che poi avrebbe dato il titolo all’intero libro, e che è la più lunga della raccolta.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?

Ognuna delle storie ha un po’ un’origine a sé; a volte nasce da un’esperienza fatta, o da un qualcosa che mi colpisce, altre volte da una necessità, come la storia di cui ho parlato sopra, qualche volta perfino da un compito a casa! Ma il più delle volte una storia nasce semplicemente da un’idea, che mi viene in mente pensando e fantasticando. Io sono molto riflessivo, e anche sognatore.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Beh, in realtà non ho un vero e proprio profilo Social: confesso di bazzicare ben poco sui Social. Ho soltanto una pagina Facebook che in effetti è praticamente quasi vuota. Però quel pochissimo che c’è riflette la mia personalità: la foto di sfondo, con un dente di leone, il cosiddetto “soffione”, come si dice dalle mie parti, riflette la mia voglia di libertà, con i suoi ciuffetti che volano leggeri, la mia tendenza a sognare e fantasticare, il mio desiderio di poesia. Come foto personale, invece, ho messo l’immagine di un puffo! Questo rispecchia il piacere di sentirsi come bambini, e comunque è legato a una simpatia che ho sempre avuto per quel cartone, fin dall’inizio. Ricordo con nostalgia che lo seguivo da quando apparve in televisione, e la lingua artificiale che inventai nel periodo in cui guardavo il cartone animato fu concepita da me proprio come la lingua dei puffi. Poi ebbe una successiva evoluzione, fino a diventare la lingua di Atlantide.
La pagina ha il mio nome affiancato a quello della mia città, quindi è: Tiberio Caserta.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Questa domanda può sembrare semplice ma è la più complicata. Comunque ci provo: ci sarà un cielo chiaro alla fine del buio? Spero di sì.

Cosa le piace?
Mi piacciono il calore umano e i sorrisi. Non sempre se ne trovano, e forse sono rari quelli sinceri. Per questo, i veri sorrisi sono preziosi come diamanti o pietre rare.
Cosa non le piace?
Non posso proprio sopportare l’invidia. Forse non sembra, ma ce n’è tanta nel mondo, più di quello che si possa immaginare, e colpisce molto. A volte si nasconde bene dietro apparenze di indifferenza o perfino gentilezza e affabilità, e si fa fatica a scoprirla o non la si scopre mai. Ma quando ci si rende conto del vero volto di una persona invidiosa, si rimane sgomenti, delusi e feriti.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
La traduzione in inglese sarebbe certamente una bella cosa, ma indubbiamente preferirei mille volte una trasposizione cinematografica! Sarebbe davvero una cosa favolosa. Confesso che un film realizzato da una storia scritta da me è un mio sogno nel cassetto.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
I miei racconti sono più per ventenni, ma anche chi ha 50 o 70 anni ha senso dell’umorismo, e può avere il desiderio di viaggiare nella fantasia, di distrarsi esplorando un mondo curioso o surreale. Quindi non escludo alcuna di queste fasce d’età.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Un raggio di sole all’improvviso può sorprendere più di mille eleganti parole.