Intervista a Simone Leoni

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Il suo libro

Tu, nel mio destino

Narrativa

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10/02/2017

Simone Leoni è nato il 30 dicembre del 1983 a Sassari, Sardegna, città nella quale vive. Nel 2002 ha conseguito il diploma in Ragioneria con il massimo dei voti. Durante gli anni delle superiori, la sua insegnante di Lettere lo ha aiutato a scoprire la passione per la scrittura. Nel 2011 ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Sassari. Il suo sogno è da sempre quello di insegnare Diritto nelle scuole. Dopo vari lavori precari, attualmente è impiegato amministrativo presso un’azienda che opera per la pubblica amministrazione. A febbraio 2016 ha terminato il suo primo romanzo, Tu, nel mio destino.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Simone Leoni, autore del libro 'Tu, nel mio destino'.
Grazie a voi per l’opportunità.
Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Ho ritenuto opportuno nella scelta del titolo, cercare una formula che racchiudesse il significato dell’intero romanzo. Tutti i personaggi non agiscono da soli, ma si comportano in modo consequenziale rispetto alle prove che il destino gli sottopone. Il messaggio è che nessuno è solo al mondo, tutti hanno qualcuno scritto nel proprio destino.
Quando e come nasce 'Tu, nel mio destino'?
“Tu, nel mio destino” è frutto di un lavoro molto intenso e appassionato, nasce dall’esigenza di parlare di tante cose in un unico racconto, amore, intrighi familiari, omosessualità.
Ho voluto scrivere una storia d’amore tra due uomini cercando di portare il lettore a tifare per i due protagonisti, Thomas e Riccardo, focalizzando l’attenzione sui sentimenti e sulle passioni. Quando si parla dell’amore tra due persone dello stesso genere, si tende a riscontrare proprio in questo la maggiore difficoltà per lo stare insieme, io invece ho utilizzato un pretesto, la diversità di ceto sociale dei due innamorati, per cercare di distogliere il lettore dal fatto che si parlasse di due uomini, ma pensare invece all’amore in quanto tale e all’opportunità che ognuno di noi ha nell’innamorarsi di una persona, indipendentemente dal genere, dal colore della pelle o da altri fattori.
Ci tengo a precisare che non si tratta però di una favola romantica, il protagonista Thomas, non è il buono senza peccato e senza macchia che deve lottare contro la strega cattiva per il suo amore, bensì è un personaggio molto vicino alla realtà, ha dei lati positivi ma anche un’oscurità che in certi momenti prevale, come nella vita reale ognuno di noi ha dei mostri con il quali convivere.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
C’è stato un momento nel quale ho iniziato a scrivere e non mi sono più fermato, ero ispirato, coinvolto ma non saprei dare una spiegazione razionale del perché fosse il momento giusto. E’ semplicemente successo.
Tante volte ho provato a iniziare a scrivere, ma poi finivo sempre per annoiarmi da solo, pertanto lasciavo perdere, stavolta è stato diverso, forse sono arrivato a un momento nella mia vita nel quale ho acquisito la maturità per raccontare le emozioni senza risultare banale o scontato.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Mi reputo abbastanza attivo sui social, ho il mio profilo personale su facebook e su instagram, ma li utilizzo soprattutto per stare in contatto con i miei amici.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Qual è la cosa che più mi spaventa? La noia! La paura di annoiarmi delle cose in generale.
Cosa le piace?
Mi piacciono tante cose. La musica lirica, il film d’amore, le serie tv. Mi piace il natale, le chiacchierate con gli amici e mi piace molto dormire.

Cosa non le piace?
Non mi piace l’ipocrisia, l’intolleranza, l’opportunismo e l’arroganza.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?

Innanzitutto mi reputerei contento del fatto che qualcuno lo leggesse, ma dovendo scegliere, mi augurerei una trasposizione cinematografica. Adoro il cinema e credo che il romanzo, con tutta la melassa di personaggi si presterebbe bene a un progetto simile.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il mio pubblico ideale non ha età, nel testo parlo d’amore e l’amore è un sentimento che non conosce vincoli anagrafici, certamente per i temi affrontati credo che si rivolga maggiormente a un pubblico tra i 20 e i 60 anni.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Saluto i lettori con una frase del mio libro “…ma se la follia rappresentasse la misura dell’amore?!”
Grazie