Intervista a Luigi Valagussa

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Il suo libro

La tentazione dell'Intelligenza Artificiale

Narrativa

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03/04/2017

Luigi Valagussa è nato a Milano il 2 maggio 1952. Si è laureato presso il Politecnico di Milano in Ingegneria chimica, nell’ambito della quale il suo percorso lavorativo si è sviluppato per circa quarant’anni, in particolare nel campo della raffinazione del petrolio, del trattamento gas e del petrolchimico. Al termine di questa esperienza ha pensato a cosa avrebbe potuto fare di diverso e ha individuato nella scrittura l’attività che potesse offrirgli la maggior libertà di pensiero e di azione. Nel 2016 ha dato alle stampe Un passo oltre la nebbia, una storia avventurosa che si intreccia con esperienze presenti e passate da cui emergono considerazioni e riflessioni sulla vita e sulla società contemporanea. Oggi continua a scrivere e con questa sua ultima opera ha cercato di immaginare a quale limite può arrivare l’intelligenza artificiale e quali problemi può sollevare, nonostante l’essenza di perfezione che in essa si concentra.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Luigi Valagussa, autore del libro “La tentazione dell'Intelligenza Artificiale”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Il titolo richiama la storia principale del libro che coinvolge due robot (intelligenze artificiali) con le sembianze di un vero uomo ed una vera donna, come in copertina. Si parla di un futuro immaginario in cui lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha raggiunto livelli assoluti di perfezione, così almeno considerati da chi li ha costruiti. I fatti narrati smentiranno questa opinione. Ecco perché il titolo inizia con La tentazione… che ha un doppio significato: la tentazione dell’uomo nella ricerca di un robot perfetto e la tentazione del robot che tenta di applicare la perfezione degli algoritmi che lo azionano.
Entrambi gli approcci mostreranno limiti evidenti per l’inevitabile imperfezione umana.
Quando e come nasce 'La tentazione dell'Intelligenza Artificiale'?
La stesura del libro inizia nel periodo Novembre/Dicembre 2015, in contemporanea con la firma del contratto di pubblicazione del mio primo libro “Un passo oltre la nebbia”. L’idea nasce dalla osservazione del rapporto col telefonino di molte persone: una dedizione continua e frenetica che presentava l’immagine di automi profondamente concentrati su quel piccolo computer e quasi indifferenti a ciò che li circondava. Ho letto sul web alcuni articoli sullo sviluppo della ricerca sull’intelligenza artificiale e leggendo immaginavo che nel futuro l’uomo avrebbe avuto a disposizione un robot estremamente sofisticato e capace di fare innumerevoli cose, sostituendosi ed influenzando la vita umana. Accanto alla positività di poter usufruire di una macchina eccezionale per qualsiasi attività , sorgeva il dubbio di cosa potesse succedere se l’uomo avesse perso il controllo del robot o lo avesse utilizzato contro altri per scopi di conquista e potere contando anche su sembianze perfettamente umane che ne avrebbero celato la vera natura. Da qui nasce la storia immaginaria raccontata nel libro.

Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Il momento particolare è quando in me si chiarisce la trama del libro e mi convince nelle sue linee generali. Un argomento, una vicenda che possa dare anche un messaggio ma che si sviluppi con un po’ di mistero, di sospensione e di imprevisto.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sono solo su Linkedin

Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Perché scegliere di scrivere libri dopo una vita dedicata all’attività di ingegneria?

Avendoci pensato ho valutato che scrivere fosse l’attività che offrisse la maggior libertà di pensiero ed azione. Una gestione autonoma che non chiedeva di rendere conto ad altri se non al proprio sentire, ammesso di essere in grado di farlo. Ho provato e qualcosa si è realizzato.
Cosa le piace?
Mi piace tutto ciò che è nuovo e bello. Una cosa, un luogo, una persona, tutto ciò che può interessare e stupire.

Cosa non le piace?
Non mi piace il momento storico che stiamo vivendo, con le sue chiusure, i suoi egoismi e la sua mancanza di verità ed etica.

Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Sarebbe veramente un onore e una grande gratificazione in entrambi i casi.
Per scegliere dovrei conoscere il risultato finale e la strategia di distribuzione.
Entrambe le cose mi affascinano ma se dovessi proprio scegliere opterei per ciò che ho già immaginato e rappresenterebbe una nuova esperienza, cioè il cinema.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Non ho preferenze o riferimenti in particolare. Credo che un libro sia apprezzato per quello che suscita individualmente. Sebbene le sensibilità siano influenzate dall’età, le emozioni sfuggono all’esperienza e non hanno limite di tempo.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
“Non credo ci siano soluzioni certe e totalmente affidabili. Possiamo
solo limitare i rischi e noi qualcosa possiamo fare se ci impegniamo
molto di più a educare, insegnare e imparare dalla Storia”.
(pag.246 del libro)