Intervista a Giovanni Manca

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Il suo libro

Spara!

Storie di mafia

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27/02/2020

Giovanni Manca è nato ad Augusta, in provincia di Siracusa, il 26 novembre 1984. Ha vissuto una bellissima infanzia tra Melilli e Francofonte. Dopo aver conseguito il diploma all'istituto nautico di Siracusa, ha effettuato un anno di servizio militare presso la Guardia Costiera a Lampedusa impiegato nella Sala Operativa, dopodiché ha intrapreso la carriera nella marina mercantile girando il mondo. Grande appassionato di libri, adora il genere avventura e horror. Tra i suoi autori preferiti figurano: il grande Jules Verne, di cui ha letto innumerevoli volte Viaggio al centro della Terra e Ventimila leghe sotto i mari; Emilio Salgari, di cui ha letto per ben dodici volte di fila Il Corsaro Nero; Edgar Allan Poe, di cui ha apprezzato il romanzo Storia di Arthur Gordon Pym; Lovecraft e Hemingway, quest'ultimo per la sua penna raffinata nel descrivere i dettagli.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Giovanni Manca, autore del libro “Spara!”.


Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Scrivo al computer e tengo i file in una cartella sul desktop, e su onedrive per non perderli. Per quanto riguarda leggere, sono uno di quelli che preferisce ancora il cartaceo, perciò un giorno mi sono deciso a contattare diverse case editrici per capire un po’ come fare per la stampa. Una di queste mi spedì via posta una bozza del libro stampato, mio padre vide la copia, rimase molto sorpreso e contento, e da quel giorno mi ha martellato per una vera e propria pubblicazione, cosa che invece io non avevo mai avuto intenzione di fare. Alla fine mi sono convinto e ho pubblicato.
Quando e come nasce “Spara!”?
Scrivo diversi romanzi contemporaneamente. In base all’umore del momento butto giù qualche capitolo di un romanzo, o qualche passaggio di un altro. “Spara!” è nato nella seconda settimana di gennaio 2019. Sono un notturno ed era un periodo di maltempo, classica serata invernale, fredda, con pioggia e un po’ di nebbia.
Ho creato una nuova cartella e lì subito mi è venuto in mente il nome da dare all’opera, poi ho buttato giù il primo capitolo su un file Word, e per nove giorni di fila ho scritto ogni sera, per 4 o 5 ore di fila. In genere scrivo dalle 21.00 fino alle 03.30 o 04.00 del mattino. L’ho scritto in 9 giorni, tutto d’un fiato per avere questa trama. Fin dal primo momento l’ho avuto ben chiaro in mente, poi ho steso le tracce, ho creato la prima bozza della storia del mio protagonista, e ho sviluppato i capitoli. Non ha avuto censure, è andato in stampa così come è nato, e ne sono stato molto felice. Durante la revisione mi sono stati dati dei consigli preziosi che ho preso in considerazione, è stata una bellissima esperienza per me.



Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
No, nessun profilo social. Tengo Facebook e altre piattaforme social solo per tenere i contatti con colleghi, ex colleghi e amici che mi sono fatto in giro per il mondo, non per altro. Ho Linkedin per avere sempre un contatto diretto con altri professionisti, e tenermi aggiornato sulle novità riguardanti il campo lavorativo. Per il resto, ignoro gli altri social e non saprei nemmeno usarli, uno dei motivi per cui ho sempre dato carta bianca all’Editore, affidandomi alla sua professionalità con piena fiducia.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Ho già scritto diversi romanzi, ne ho già qualcuno pronto e penso di pubblicarne uno ogni anno. Scrivo sempre, quindi la risposta è si, ho molti progetti letterari nel cassetto, e nessuno è uguale all’altro per tematica.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?








Cosa le piace?
La domanda è generica, non so se parlare dei miei gusti riguardo ai cibi, alle bevande, alla musica, ecc. Vado matto per il cioccolato, ne mangio a tonnellate, adoro la birra artigianale, ascolto un po’ tutto sulla musica spaziando dalla lirica alla doubstep, ma adoro in particolare il rock e il mio gruppo preferito sono i Blink 182. Adoro leggere, e adoro il mare. La cosa che mi piace più al mondo è proprio il mare, senza limiti e senza confini, e le navi, dove equipaggi misti, formati da persone di diverse nazionalità lavorano fianco a fianco, collaborano tutti insieme, indipendentemente dal pensiero personale politico e religioso. In poche parole non importa a nessuno, le cose importanti sono essere professionali e affidabili, mettiamo la nostra vita nelle mani l’uno con l’altro, gente che non si è mai incontrata in vita sua diventa la persona di cui ti devi fidare quando sei in mezzo al nulla, con l’oceano sotto i piedi e il cielo sopra la testa. Bianco, nero o giallo non importa, se succede qualcosa, sei sicuro che ci si aiuta l’un l’altro, è bellissimo. Le frontiere sono gli orizzonti, le nazioni diverse diventano soltanto un porto di destinazione, a volte ti capitano posti famosi come New Orleans, Singapore, ecc. Altre posti così sperduti che non si vedono nemmeno nei documentari in tv.


Cosa non le piace?
Sono tante le cose che non mi piacciono, addirittura mal sopporto. In primis il fatto che siamo nel terzo millennio, ma con la mentalità non ci siamo mai entrati. Rimango perplesso davanti a certe idiozie che dovrebbero essere estinte da parecchio tempo, non riesco a capire come fanno a persistere. Odio il materialismo, la superficialità, l’apatia, l’ignoranza voluta. Dico voluta perché con i mezzi di oggi è impossibile non informarsi, non acculturarsi, le fonti ci sono, sono varie e molte di queste sono gratuite, quindi oggi, quando si è ignoranti e maleducati, lo si è per voler proprio, quasi per propria natura. Per il resto non mi piace la musica neomelodica, e per il colmo non mangio pesce, nemmeno i molluschi e mi prendono in giro tutti per sta cosa.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Capire che la vita è una, e che non dura per sempre. Perciò è importante viverla senza sprecare la cosa più preziosa al mondo, cioè il tempo. Il tempo passa, a volte più in fretta di quanto si possa credere, e non torna mai indietro.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?

Si intitola “Il massacro oggetto di storia. Dall’antichità a oggi”. A cura di David El Kenz. Quasi una vera e propria cronologia della violenza umana, eventi realmente accaduti, che ti fanno riflettere su una cosa molto scioccante, e cioè che in verità l’uomo non si è mai evoluto. Ha evoluto i vestiti, dalle pellicce alla tunica, dalla tunica ai jeans e felpa. Ha evoluto l’habitat, dalla grotta alla capanna in legno, dalla capanna alla casa in mattoni e cemento. Ha evoluto le armi, dai sassi alle lame, dalle lame ai fucili, dai fucili ai cannoni e le bombe. Ma l’umanità in se è rimasta tale e quale, per questo ha sempre avuto bisogno della politica e della religione, una che ti dica come vivere e l’altra come morire per tenere a freno la natura umana. Questo mio pensiero è riflesso in uno dei miei romanzi che pubblicherò.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
“Ci sono tre tipi di uomini: i vivi, i morti e quelli che vanno per mare.” (Platone).
Adoro gli aforismi, non ne esiste uno che non sia bello, ma questo è quello che personalmente preferisco tra tutti.