Agosto 2010
Conosciamo Ettore Annense, a cui
chiediamo subito: cosa l’ha
avvicinata alla scrittura? Cos’è
questa per lei?
Lo sguardo e gli occhi lucidi
dei miei interlocutori, quando
racconto le mie storie.
“Ermete e le sue riflessioni” è
l’opera che presentiamo.
Possiamo rintracciarvi note
autobiografiche?
A tratti è molto autobiografico,
quando non lo è, è perché lo
vorrei.
Dal sapere teorico a quello
vero, pratico. Esperienza che
tutti dovrebbero ricercare?
ll fine ultimo di ognuno di Noi,
è ricercare sempre chi si è, e
cosa si vuole.
“Esistono anfratti, meandri di
mente umana non ancora
ascoltati”. A cosa si riferisce,
in particolare?
Qualcuno diceva che ogni giorno
incontriamo Persone che non
avrebbero nulla da che invidiare
a Socrate o Newton o Raffaello
piuttosto che a Madre Teresa di
Calcutta, solo che non hanno la
possibilità di dimostrarlo o che
non lo vogliono.
Chi è Ettore Annense nel
privato? E come appare il mondo
dalla sua prospettiva?
Nel privato lascio
all’immaginazione e alla
curiosità di chi mi vorrebbe
conoscere…la mia prospettiva del
mondo è quella che è… niente di
più e niente di meno… ma ti
assicuro che non è un
complimento.
Il peggio e il meglio della
società odierna. E soprattutto
come trasformare, almeno un
po’, il primo nel secondo?
Per il peggio non abbiamo tempo
sufficiente per dirtelo… per il
meglio ancora meno.
Cosa le hanno detto le persone
che la conoscono quando hanno
saputo del suo libro? Quali le
soddisfazioni dall’aver
pubblicato?
Lo
attendevano...
Domanda con cui la salutiamo –
ha altri progetti letterari?
Vorrà ancora condividere
emozioni?
Ho pronto due lavori. “IGOR” e
“le cinque generazioni”… al più
presto usciranno da casa mia,
anche perché non li voglio più
tenere.






