Interviste e profili - Domande e risposte: i nuovi Autori italiani

Casa Editrice Kimerik
Cerchi un editore? La Casa Editrice Kimerik è una delle più importanti realtà editoriali italiane, pubblica libri di poesia, romanzi, diari, tesi e saggi. Organizza concorsi di poesie e racconti. Invia il tuo manoscritto, cerchiamo i nuovi autori italiani

Interviste agli Autori

Pagine del sito 
Home
Archivio interviste
Come funziona
L'Autore del momento

Attività e progetti
Pubblica il tuo libro
Libri in offerta
Concorsi di poesie e racconti

Inserisci la tua intervista
Sei un Editore?
Sei un Autore?

Contatti 
Chiedi un contatto
Informativa Privacy

Speciale
 
Per una comunicazione diretta
Vai alla pagina Contatti

Intervista a Marco De Biasio

l'autore   Il suo libro

 

agosto  2010
Conosciamo Marco De Biasio, autore di “Paranoia della cospirazione”. Anzitutto, perché questo titolo?

L’espressione si lega all’idea che gli avvenimenti descritti dalla storiografia ufficiale o dai mezzi d’informazione si possano interpretare in modo nettamente differente, smascherando taluni intrighi in cui sono coinvolti interi apparati del sistema di potere mossi dall’obiettivo di giovare a una ben precisa parte implicata in una data contingenza politica. Purtroppo, il meccanismo di manipolazione o copertura della verità è stato impiegato a tal punto che chiunque sia dotato d’un minimo di spirito critico, si sente quasi in modo istintivo legittimato a ricrearsi un proprio schema interpretativo alternativo alla versione dei fatti propinata dai media. La reiterazione di tale approccio critico all’informazione può condurre al formarsi di tratti “paranoici” nella mente di chi sente l’ingiustizia insinuarsi in qualunque evento tragico d’una certa rilevanza storica. Dall’assassinio di Kennedy all’11 settembre, passando per la Strategia della Tensione e le stragi di mafia, le teorie cospirative susseguitesi nel tempo si sono accentuate fino a far sedimentare un sentimento di costante sospetto in quella parte dell’opinione pubblica sensibile all’ingiustizia che si cela dietro il benessere diffuso. Per quanto aprioristica, tale diffidenza risulta essere sempre quanto meno comprensibile, alla luce di quanto è stato rivelato in svariate circostanze.

Ho dunque voluto che la raccolta trattasse diverse categorie tematiche accostabili a tutto ciò che attiene ai complotti sotterranei, le cui conseguenze sono indicibilmente funeste non solo per la deliberata scomparsa dei fatti, ma anche perché esse comportano un enorme tributo di sangue umano innocente. Va detto anche che la paranoia della cospirazione nel momento in cui viene condivisa senza mezzi termini da certi personaggi politici, può portare a delle azioni dai risvolti per nulla libertari ma assolutamente criminali. Un esempio su tutti è l’ossessione per il complotto ebraico che, con il falso documento dei Protocolli dai Savi di Sion, ebbe  molto credito presso i totalitarismi del XX secolo. In quel caso l’accettazione di un’interpretazione complottistica poté catalizzare il ricorso al meccanismo del capro espiatorio secondo cui si ripropose  uno schema pre-cristiano relativo a “un’ingiustizia che rientra nella norma”, in quanto l’assegnazione di una colpa sottende a un tributo che alcuni debbono pagare per il mantenimento di un certo ordine.

Assumere atteggiamenti di perplessità riguardo alla narrazione ufficiale di certe dinamiche storico-politiche può quindi avere effetti positivi quando s’instaura una approccio che, muovendo da prospettive costruttive, vuole arrivare al ristabilimento della verità per promuovere azioni di sensibilizzazione all’interno della società civile. Se invece ci si avvale di un modello dietrologico che semplifica in modo inverosimile la spiegazione degli avvenimenti per giustificare certi convincimenti estranei al dibattito democratico, si compie un ulteriore e arbitrario stravolgimento dei fatti. L’intento di queste poesie non vuole assolutamente incoraggiare nessuna dietrologia fuorviante bensì il dovere civile di non dare per scontato nessuna proposizione letta o ascoltata, in modo tale da evitare che l’informazione assuma un mero carattere tautologico che nega qualsiasi approfondimento tematico.  

Servizi segreti, propaganda, giardini atomici, Banca Mondiale… un poeta militante contro le ingiustizie civili?

Premesso che non milito e che non ho mai militato in nessun partito politico, il termine “militante” si potrebbe applicare alla mia persona in termini di soggetto che, dopo un’attenta analisi dei fatti storico-politici, crede che l’adesione ai sani principi della democrazia implichi una continua messa in discussione dell’informazione ufficiale per trarre delle conclusioni di carattere interpretativo in cui possa palesarsi un’ingiustizia perpetrata ai danni dei più deboli. Non vi è nulla di più odioso della versione scontata utilizzate per appagare le masse in modo subliminale, senza che queste possano essere messe in condizione di elaborare un germoglio di coscienza civile. Di norma, anziché informare i cittadini, si procede a un loro asservimento, a un addomesticamento ottenuto tramite l’annullamento di tutti i canali informativi riguardanti la messa in risalto di certi rapporti di forza la cui natura non è per nulla sottostante alle norme etiche universali. Tutti ormai sono al corrente degli interessi connessi alla messa in moto della macchina bellica internazionale per colpire le fantomatiche “armi di distruzione di massa” dell’Iraq. Il più emblematico di tali interessi, non tanto latenti, è l’insediamento nella regione delle compagnie petrolifere occidentali  (una della quali fra l’altro oggi è tornata al centro delle cronache per la dispersione massiccia di greggio al largo del Golfo del Messico) che, piaccia o no l’espressione, quando ci sono dei proventi sicuri, si lanciano all’attacco cancellando qualsiasi sovranità territoriale. Quest’ottica unilaterale trova il suo supporto proprio perché la disinformazione regna sovrana.

Sebbene queste frasi possano suonare banalmente retoriche, racchiudono comunque quel fondo di verità sostanziale che rimane sistematicamente esclusa da qualsiasi comunicato ufficiale.  

Diversamente dal solito trascendentalismo del versificatore, la riflessione da cui scaturisce la Sua opera è “fantapolitica”. Perché ha deciso di usare proprio la poesia come genere letterario?

La poesia si presta a un’interpretazione profonda, viscerale, passionale, connaturata a quegli ambiti psicologici in grado di destare un’indignazione vissuta direttamente più che rappresentata in modo differito dal saggio giornalistico o dalla prosa romanzata. Del resto, come faccio notare nella prefazione, vi sono esempi di autori come Ferlinghetti, Ginsberg o Pasolini che si sono avvalsi del verso per scuotere la coscienze mostrando i nessi fra ingiustizia globale e “zone grigie” del potere. Se poi vogliamo scomodare un classico, una poesia di stampo civile attentamente ancorata al clima politico coevo nonché capace di catapultare il lettore nei luoghi in cui si vive la Storia senza versioni di comodo, potrebbe essere quella del Manzoni che, con le odi civili de Marzo 1821 o de Il Cinque maggio, fu in grado di descrivere gli avvenimenti in modo vivido e sublime.  

Poesie poco convenzionali, ma dal risultato comunicativo stupefacente. Quali critiche sta ricevendo?

Al momento non ho ricevuto alcun commento o critica. Ovviamente sono bene accetti sia i giudizi encomiastici che quelli stroncativi. I commenti espressi da osservatori esterni, siano questi i lettori comuni o i critici specializzati, non sarebbero che un’esortazione al miglioramento stilistico e tematico.  

Di certo Lei dà un contributo sociale, svegliando il mondo “comodista” dalla disinformazione dinnanzi a cui preferisce rassegnarsi. Quali, a Suo avviso, i punti polari di progresso e regresso della società odierna?

Malgrado l’accesso alla conoscenza sia divenuto pressoché totale nella società occidentale grazie anche a Internet e alle nuove tecnologie, l’esito maggiormente tangibile è un diffuso qualunquismo e un disinteresse nei confronti della cultura, denotati tanto dalle nuove che dalle vecchie generazioni. Oramai il consumismo è assurto a criterio assoluto che subordina tutte le nostre decisioni e i nostri interessi. In questo scenario ritengo che sia molto difficile che l’opinione pubblica valuti come un dovere morale mettersi al servizio degli altri partendo da una visione critica dell’informazione. Tuttavia, proprio dove meno te l’aspetti, si possono trovare degli esempi di volontariato pratico rispondente alle esigenze dei più deboli. Io sono originario del Veneto. Ebbene, proprio in questa regione, caratterizzata dall’opulenza e da un materialismo sfrenato, spesso condito da odiosi tratti xenofobi, ultimamente s’è verificata una fioritura di associazioni volontaristiche che vanno in tutt’altra direzione rispetto al generale senso comune. In molti casi sono di matrice cattolica, in altri sono di natura laica, ma in entrambi i contesti l’ottimismo dell’azione scaturisce da un’emotività che anela giustizia.

Nell’attuale panorama una realtà certamente orientata al progresso sono dunque queste sacche di resistenza morale che riescono a inserirsi in modo importante negli ambienti che in maniera manifesta si rendono passivamente complici del sistema.   

Chi è Marco De Biasio nel privato? Di cosa si occupa e quali le Sue passioni?

Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, mi sono sempre occupato dell’insegnamento dell’italiano a stranieri LS (italiano LS significa italiano insegnato in un paese straniero). Ho insegnato a Santo Domingo e dal 2003 all’Istituto Italiano di Cultura di Città del Guatemala. Una delle mie aspirazioni è dare un contributo concreto al miglioramento della didattica in un contesto marginale, ovvero in quelle situazioni, tipiche dei paesi in via si sviluppo, caratterizzate da talune carenze strutturali per quanto riguarda il sistema educativo. Questo argomento ho avuto modo di sviscerarlo nella tesi di master Itals, incentrata sull’insegnamento dell’italiano nei paesi dell’istmo centro-americano. Mi piace molto leggere e aderire a iniziative di carattere culturale come i cineforum, le conferenze o i club di lettura. Un altro interesse, praticamente insito nella mia biografia, sono i  viaggi e le lunghe permanenze all’estero.  

Per Lei uno spazio vuoto. Come riempirlo?

La brama di novità è in grado di accendere l’audacia per imparare nuove cose attraverso l’immersione totale nella vita di altri popoli e altre nazioni. Tutti timori di lanciarsi verso l’ignoto scompaiono nel momento in cui si sente che si sta superando il grigiore quotidiano.  

Domanda con cui La salutiamo _ ha in mente altri progetti letterari?

Sarei interessato a pubblicare un saggio su Don DeLillo, autore statunitense che mette in luce in modo magistrale le contraddizioni insite nella postmodernità con dei plot pervasi dalla paranoia della cospirazione, componente, questa, che ha contrassegnato tanto la storia quanto l’immaginario degli Stati Uniti a partire dalla Guerra d’Indipendenza. Proprio quest’autore, su cui ho fatto la tesi, ha contribuito fortemente alla mia formazione letteraria.  

News editoriali: [le altre news]
Il libro "Lettere d'amore" è giunto alla V ristampa, un successo incredibile per un volume intenso e venduto in migliaia di copie

Difendi i tuoi soldi dalle truffe su internet:
Un libro che protegge i tuoi risparmi, lo puoi già acquistare, una grande notivà editoriale, come difendersi dalle truffe on line!